"Se i contorni saranno ceci al rosmarino o cannellini al fiasco, quali saranno i secondi?
Certamente la classica fiorentina, o l'arista con crema di pecorino, funghi e tartufo, o
la faraona ripiena o la tagliata al rosmarino. E prima avremo gustato i ravioli al
pecorino, i malfatti di spinaci e ricotta e gli immancabili pici, in varie versioni.
Siamo nel senese, che non vuol dire solo cucina di moda e magari costosa, anche nei vini,
che spesso fanno salire la ricevuta fiscale. Dov'è questo posticino che non sembra
carissimo? Cercando Pienza è facile trovarlo perchè è un piccolo borgo, divenuto famoso
per suo "teatro povero" con gli abitanti autori/attori di tante rappresentazioni. Uno di
quetsi cittadini della piccola Monticchiello è una giovane donna, esperta di cucina, che
ha cretao dla nulla un confortevole angolo, raccomandabilissimo per una sosta. La cucina
è ortodossa, caparbiamente toscana del contado, realizzata con prodotti locali, come dire
ribollita, zuppe varie, carpaccio di baccalà pappa col pomodoro, panzanella, trippe,
fegatelli di maiale, coniglio ripieno, sformato di carciofi e zucchine e tutta una serie
di pecorini della zona, di varia stagionatura. In estate si può pranzare nella fresca
terrazza con vista sul paesaggio collinare circostante. Ma il vino proposto con
intelligenza e senza esosità, è uno dei protagonisti della sosta.
Un'occhiata alla carta
C'è un po' di sciovinismo nelle scelte di Daria, ma il suo va inteso come un omaggio al
territorio e d'altronde le altre regioni sono sempre presenti. I prezzi variano dai 10
euro del Fumaio di Banfi e dagli 11,5 del Costamolino di Argiolas ai 12 euro di Anthilia
Donnafugata, del Montecucco Alfeno Perazzetta e del Salcheto Chianti Colli Senesi.
Si deve salire a 15 euro per bere il Rosso di Montepulciano Avignonesi '02, il Chianti
Superiore Cignozza '01, il Vescovo '01 Fattoria di Manzano.
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