Osteria La Porta >>
 Ristorante La Cantina >>
 App. Il Torrino >>
 Cucina toscana >>
 Dove siamo >>
 Monticchiello >>
 Dintorni >>
 Informazioni >>
 Dicono di noi >>
 Link >>
 Home >>
Osteria La Porta
Wine Bar - Enoteca - Caffetteria
Via del Piano 1 53026
Telefono e Fax +39 0578 755163
Ristorante La Cantina
Via San Luigi 3 53026
Telefono +39 0578 755280
Monticchiello di Pienza (SI)
email: osterialaporta@valdorcia.it

Italiano   English
DICONO DI NOI » Agosto 2004 mensile Gambero Rosso

Una terrazza sulla valdorcia
Siamo in Toscana?
Allora si man­gia bene ovunque!
Ma ne siamo sicuri? O è un luogo comune? Se è vero che in Toscana c’è mediamente una bella ricchez­za di tradizioni gastronomiche e di sapori, equilibrati e ben decisi, è anche vero però che non è affatto facile trovare locali che aderiscano all’idea di “buona vecchia trat­toria”, quell’immagine che ci frulla in testa quando pensiamo di sederci a un tavolo e regalarci un tranquillo pranzo casereccio senza troppo impegno e di facile e imme­diata godibilità. Provate, nelle campagne e nei borghetti che punteggiano gli itinerari più o meno classici tra strade dell’olio, del vino e dei formaggi, a trovare una trattoria giusta! Dove atmosfera e cibo siano in ar­monia. Capita che ci sia troppo olio (o grasso), che le cotture siano troppo spin­te, che i sapori di base siano coperti da al­tri... che si tiri un po’ via, insomma, magari sull’equivoco di una “tipicità” che non sempre è positiva in quanto tale e che non può servire a coprire magagne di altro ti­po. Tutto questo per introdurre il racconto della storia e dei sapori di Daria Cappelli e del suo “wine bar” - ma anche semplice­mente trattoria, osteria o enoteca - La Porta a Monticchiello, frazione di Pienza da cui il borgo è dominato. La “location” - ma la parola rischia di essere altisonante - è tra quelle mozzafiato, col terrazzo proiet­tato sulla VaI d’Orcia che si abbraccia tut­ta. Da lì vengono le etichette che Daria si appassiona a scoprire e a proporre, da lì vengono le carni selezionate dalla macelle­ria Scroccaro di Pienza, da lì arrivano i co­ nigli, le faraone, i fegatelli che la mamma di Daria continua a cucinare personalmente ogni giorno e che meticolosamente cura nella preparazione e farcitura e nella deli­cata cottura (specialmente per i fegatelli). Dunque, carni ripiene (faraona e coniglio) cotte a puntino, secondo tradizione, bei formaggi, salumi giusti, insalate classiche e uno splendido panorama, un’oasi di pace in cui godersi un angolo di Toscana che sem­bra ancora intonsa. La Porta, però, non è solo “una trattoria”.
La Porta è anche la storia di Daria, o al­meno della sua “seconda vita”. Daria non avrebbe mai pensato di aprire una trattoria, o un wine bar.
Era felicemente sposata con un orafo di Firenze, insieme avevano un lavoro, due figlie, una vita. Un giorno di abbastanza anni fa, dei rapinatori hanno stroncato la vita del marito di Daria e lei si è ritrovata sola, completamente « Dopo la disperazione -racconta lei -tentativi di ricostruzione. Mio padre aveva questi locali qui, aveva provato ad affittarli ma non andava. Del resto, io non pensavo né di fermarmi in paese (era stretto!) né tantomeno di aprire un wine bar. Però iniziai a gestirlo piano piano, cinque anni fa. Poi pensavo di darlo via, i miei genitori erano stanchi. A un certo punto incontro Manuele, un ragazzo della zona che aveva lavorato da Avignonesi, poi all’Amorosa di Sinalunga. lo avevo già lavorato con un cuoco veneto, ma non era andata be­nissimo. Volevo che il cuoco entrasse in società con me, lui invece ha preferito es­sere dipendente. Così abbiamo comunque iniziato a lavorare insieme. E devo dire che va molto bene!» In effetti, i piatti sono semplici, ma curati, l’integrazione tra le preparazioni di mamma Liliana e quelle di Manuele è ottima, le scelte di Dania sono in sintonia con i sapori e con il territorio. Insomma, un bell’angolo. E lo scoprirono qualche tempo fa anche i tedeschi! «Sì, porca miseria - sorride Daria - Questa sto­ria è incredibile. Una rivista tedesca scris­se: se siete fuori dal Chianti, andate alla Porta a mangiare la panna cotta". Da allo­ra abbiamo i tedeschi qui fuori fin dalle 9 del mattino, che chiedono la panna cotta!» La vita di Daria ha quindi iniziato a girare intorno alla Porta, è stato una specie di ponte che le ha permesso di riassaporare la vita. Anche le due figlie, segnate profon­damente dai drammatici eventi del passa­to, ora sembra che vogliano condividere la nuova esperienza di Daria. «Questo, alla fine, è un lavoro che mi pia­ce - fa Daria - Monticchiello è un limite, ma questo lavoro per un verso mi com­pensa di molte cose. Incontro persone, storie diverse, è un po’ come viaggiare sempre, anche se solo con la fantasia». Una semplicità, un’immediatezza, una fre­schezza, che Daria riesce a trasmettere anche ai suoi ospiti. Non è poco, da que­ste parti... e di questi tempi.

« Back